giovedì 6 novembre 2014

NEW YORK VS WANG


Anche a New York , come nel resto del mondo, oggi è stata lanciata la collezione Alexander Wang per H&M. Ero indecisa se acquistare qualcosa in quanto ho ancora in me vivo il ricordo della fila interminabile che feci per la capsule collection di Versace nel lontano 2010 e un po per orgoglio personale, un po per la salute, tanto per cambiare, cagionevole; non avevo la minima intenzione di aspettare in coda per ore.
Ho deciso di dare una sbirciata allo store convenientemente a tre blocks, anche detti isolati, da casa mia alle 9.30, convinta che sarebbe stato tutto sold out a quel punto.
Con mia grande sorpresa la collezione era quasi tutta lì, eccetto le felpe, ovviamente, pezzo di punta della collezione e i beanie che anche tralasciando la scritta invadente WANG sul fronte, sono tagliati veramente male, donano un attraente aspetto da palla da football, perfettamente in tema con l'ispirazione sportiva della collezione.
A New York, diversamente da Milano, la collezione non è andata a ruba, non ci sono stati svenimenti o accapigliamenti e non perché i newyorkesi siano tutti educati e cordiali ma perché, almeno per il mercato della East Coast, H&M ha fatto un grave errore di giudizio nel fissare i prezzi.
Nella città dove le sample sales sono all'ordine del giorno, dove per 200 dollari puoi accaparrarti un vero Alexander Wang e magari tirarci dentro anche un paio di Rachel Zoe primavera estate 2015; nessuno si sognerebbe mai di spendere una tale cifra su un capo di H&M che seppure firmato da Alexander Wang, sempre di H&M rimane.
Personalmente, ho trovato i prezzi leggermente esagerati e non perché questi mi hanno impedito di fare la figa su Instagram comprando l'intera collezione ma perchè impediscono il compimento della mission di una collezione di pret-a-porter accessibile a chiunque, anche a chi non può permettersi di spendere più di 70$ per un vestito.
E se la vostra prima obiezione è che la qualità degli abiti è superiore a quella di un normale abito del megastore, lasciate perdere, perché il prezzo di costo per un capo della collezione non sarà stato superiore ai 4-5  euro e che quindi la giacca di neoprene da 399$ poteva essere benissimo venduta a 100, addirittura a 60.
Perché un newyorkese con 399$ si rifà il guardaroba.



martedì 28 ottobre 2014

5 cose che ho imparato su New York


Avrei voluto scrivere questo post ben 32 giorni fa ma non ne ho avuto l'occasione che in altre parole significa: quando non sono a lavoro o in giro uso ogni minuto per guardare Grey's Anatomy. Lo so, teoricamente non sarebbe una scusante valida ma se siete familiari con la serie saprete quale livello di assuefazione provoca.Guardando ai lati positivi, avendo passato già oltre un mese nella city posso raccontarvela con più cognizione di causa.
New York è una città incredibile da tutti i punti di vista, non finisce ma di stupire e di conseguenza ha la capacità di trasmettere anche un grande senso di insoddisfazione. Vorremmo vedere tutto, esplorarne ogni angolo ma sarebbe come
Per aprire questa serie di post sulla grande mela in maniera diretta e coincisa, ecco cinque cose che ho imparato sulla city che prima non sapevo.

1. le persone sono fin troppo aperte e cordiali. Mi avevano dipinto i newyorkesi come freddi automi egocentrici, e se è vero che potresti passeggiare con indosso nulla e passare inosservato, è altrettanto vero che se cammini per la strada imbronciato o sei smarrito o hai qualcosa che non va, stai pur sicuro che qualcuno si fermerà ad aiutarti o a chiederti come stai.
Un giorno stavo aspettando la metro E vicino alle scale come faccio di solito, anche se questo significa entrare nella carrozza più affollata, ed avevo un' espressione veramente insofferente. Il controllore del treno mi guarda e visibilmente interessato mi chiede "why that sad espression? it's Friday cheer up" che vuol dire "perchè quel broncio? è venerdì, rilassati!"
Mi ha lasciata spiazzata, non mi sembrava possibile che qualcuno nel caos della metropolitana di New York all'ora di punta avesse notato la mia espressione. Ancora più assurdo il fatto che non sia stato l'unico nell'arco della giornata a commentare.

2. Parlando di mezzi pubblici, la seconda cosa che ho imparato su New York è che se non timbri il biglietto sull'autobus il conducente non parte. Non intendo la cosa metaforicamente, colui che è alla guida non fa schiodare il mezzo dalla fermata se tutti i passeggeri non hanno regolarmente vidimato il biglietto. E' una cosa che ha del assurdo, rallentare il traffico a questo modo, eppure le leggi vanno rispettate e il biglietto  va acquistato, non importa quanto costoso esso sia. Ora, non credo ci sia bisogno che io faccia il paragone con alcuna città italiana.

3. Non è una città per gli smartphone; ogni minuto passato al cellulare mentre si cammina è un momento in cui potreste perdervi qualcosa: la performance di un gruppo di strada che domani sarà la nuova big hit o il murales di uno street artist pazzesco. New York è una fucina d'arte di dimensioni impressionanti, tanto da stordire alle volte. E' stancante anche solo camminare solo per la quantità di stimoli a cui si è sottoposti; però ne vale la pena.

4. Esiste un luogo che non è un supermercato, non è un caffè e non è un ristorante, no, è un mix di tutti e tre, un magico ibrido dove puoi fare la spesa, mangiare uno strano panino e bere un caffè tutto allo stesso tempo. Si chiamano Deli da "delicatesse" ma a me fanno venire in mente più Nuova Deli per la quantità di cose diverse che ci si possono trovare e anche perchè, generalmente, i proprietari sono indiani. Qui a New York vanno tantissimo sopratutto poichè generalmente sono ad ogni angolo; hanno tutti i loro clienti affezionati che non perdono neanche più tempo ad ordinare, entrano e prelevano, tutto durante la pausa pranzo da lavoro,

5. Central Park è uno dei luoghi più democratici che esista, non solo perchè chiunque può entrare e goderne allo stesso modo ma perchè si estende lungo diversi quartieri, dal fancy Upper East Side, fino ad Harlem ed un po di Bronx, per poi ridiscendere fino a Midtown. C'è uno spazio apposito per qualsiasi cosa, dalle piste per correre a quelle per il power walking, alle zone riservate agli amanti degli animali, alle quiet zone per lo studio, lo yoga e perchè no anche qualche pisolino. E' la metafora perfetta per la città, sconfinato, accogliente e multitasking.





domenica 24 agosto 2014

GOING GINGER

Negli anni sono giunta alla conclusione che per noi italiane i capelli sono sacri, sono patrimonio dell'unesco, intoccabili; andiamo dal parrucchiere con idee rivoluzionarie per poi uscirne solo con la proverbiale spuntatina. Per certi versi, meglio così, aspetto più naturale, meno prodotti chimici in corpo; però dov'è il divertimento?
Quando ci sentiamo particolarmente coraggiose, andiamo di riflessanti e al massimo colpi di sole, che per accorgerti della differenza devi metterti contro luce, al sole, con una foto del prima e del dopo.
Sfortunatamente da questo punto di vista sono molto poco italiana, a me piace giocarci con i capelli, sperimentare, talvolta esagerare. Per me i capelli sono importanti, vanno nutriti e trattati con cura ma rimangono un veicolo per esprimermi, niente di più. 
Quando cambio colore di capelli, alcune amiche mi chiedono come ho fatto ad essere così coraggiosa neanche avessi fatto paracadutismo su una vasca di murene; non è coraggio ma semplice disinibizione. Apprezzo le opinioni positive o negative che siano sul colore ma non mi faccio frenare dall'opinione pubblica.
Questo non vuol dire passare dal biondo al nero al rosso al violetto con le punte blu nel giro di 20 giorni, significa semplicemente assecondare, nella maniera meno dannosa possibile, una voglia di cambiamento.
Posto ciò, vi presento il primo step al quello che spero diventerà uno splendido rosso irlandese. Al momento mi rendo conto di assomigliare più ad un Weasley che ad una discendente di Joyce, però da qualche parte bisogna pur iniziare.
Fatemi sapere se vi interessa un post o un video su come passare dal nero al castano-rosso-arancionesfigatello o un post su come curare i capelli stressati.

A presto miei prodi. 

espressione da Wesley bullizzata da amici e famiglia

giovedì 17 luglio 2014

WONDER BEACH CLUB OPENING PARTY

Hello everyone and happy summer days! I hope you are having a lovely day both if you are on vacation or still working. Today i would like to share with you an event i attended few days ago. My good friend WonderFashionista opened a beach club, how cool is that? So of course i could help but go and celebrate this new adventure of hers. The Wonder Beach Club is sunning, perfect in every detail and definitely the place i would like to chill on a hot summer day.
Every summer i hope to find an occasion to wear my H&M conscious collection dress, you might be wondering, why so excited to wear an H&M dress?Well, wait until you see it; it looks and feels like I'm wearing a wave, it's so unique and beautiful. I'm especially in love with the collar.
Only problem is that is quite revealing in the sense that is very sheer, therefore i always have to get crafty with my lingerie to make it look seamless. Not an easy task, let me tell you.

Ciao a tutti  e buona estate! Che siate a lavoro o già in vacanza spero stiate passando una bella giornata. Oggi vorrei condividere con voi l'opening party per il Wonder Beach Club. La mia amica WonderFashionista ha recentemente intrapreso una nuova avventura: aprire un beach club! Ovviamente non potevo non partecipare all'evento per augurarle buona fortuna in questa nuova avventura. Il club è assolutamente stupendo, immerso nel cuore della Puglia, è decisamente il posto dove vorrei passare una calda giornata estiva. 
Ogni estate sono alla disperata ricerca di un motivo per indossare il mio H&M conscious collection dress; vi chiederete, come mai sei così ansiosa di indossare un vestito di H&M? Beh, aspettate di vederlo, è come indossare un'onda. E' incredibilmente unico e meraviglioso. Unico problema, la leggera trasparenza, dove leggera è chiaramente un'eufemismo. Devo sempre ingegnarmi con la biancheria per evitare l'effetto "i vestiti del re" ( ricordate la favola del re nudo?) 







domenica 29 giugno 2014

GOD BLESS THE ROMPER

Romper, playsuit, jumpsuit...the names to define this fashion piece are endless just like the ways to style it; whether you are planning a casual picnic or a stylish evening, a romper is what you need.
The long ones look glamorous and sophisticated, the short ones feel playful and cheeky; you seriously can't go wrong with it.
I decided to show you guys today a few different ways to style, dressing it up and down, to give you guys some inspiration for outfits for these extremely hot summer days. Let me know which outfit is your favorite!







venerdì 13 giugno 2014

SWIMSUITS

Oh my lord, it's so hot here is Milano, the heat came so fast and unexpected, we were having the perfect weather two weeks ago, it's was warm but not hot with a light breeze but now it's just so hot and damp. The only good thing to do is dream about the upcoming vacations, the sea, the long walks on the beach...
I have selected a few of my favorite bathing suits for the season; i love very unique and different swimsuits, i think they really make a statement.
Let me know which one is your favorite.


Oh mio dio, Milano è stata invasa da un caldo insopportabile, è arrivato inaspettatamente e tutto una volta; due settimane fa potevamo vantare il clima perfetto, caldo ma non troppo con un tocco di venticello ma adesso è solo estremamente caldo e umido. L'unica cosa che rimane da fare è immaginare la spiaggia, il mare e le vacanze.
Ho selezionato una serie di costumi da bagno che ho trovato particolarmente interessanti questa stagione; adoro i costumi particolari non troppo banali poiché possono veramente essere usati come statement piece.
Fatemi sapere qual'è il vostro preferito.


martedì 27 maggio 2014

Makeup 101: PRIMER


Ciao a tutti, finalmente oggi scrivo una review, ormai credevo di star snaturando il blog perché non avevo parlato di beauty da molto tempo. Finalmente eccoci ad un altro appuntamento di makeup 101, dove vi svelo i trucchi del mestiere. L'ultima volta abbiamo parlato i pennelli, oggi tratteremo un'argomento che in moltissimi sottovalutano quando si parla di trucchi: i primer.
Sono certa che ognuno di noi quando ha iniziato ad avvicinassi al mondo dei trucchi, ha acquistato come prima cosa un mascara, un rossetto, al massimo una matita occhi ma a nessuno viene mai in mente di comprare un primer; eppure questo prodotto è assolutamente indispensabile.
Esistono diversi tipi di primer, ormai le aziende cosmetiche ne producono veramente di tutti i tipi; il più comune e secondo me il più utile è quello occhi. E' una crema o un gel che si applica sulla palpebra mobile e sull'arcata sopracciliare prima di applicare l'ombretto. Questo aiuta a mantenere intatto il colore durante tutta la giornata; ovviamente non tutte le marche funzionano bene allo stesso modo.
Consiglio sempre di acquistare un'ottimo primer e degli ombretti più economici piuttosto che il contrario. Il primer aiuta anche da proteggere la palpebra schermandola dai prodotti che andrete successivamente ad applicare, per questo deve essere di ottima fattura altrimenti si richiamo irritazioni o nella migliore delle ipotesi che semplicemente non funzioni.
Se una volta entrati da Sephora o qualsiasi altro beauty store sobbalzate dall'orrore dell'osservare quanto piccole sono le confezioni di questo prodotto, non disperate, ne basta veramente pochissimo.

Il re indiscusso dei primer per me è senza dubbio il Primer Potion di Urban Decay, ne ha attualmente in commercio quattro versioni ognuna con un finish diverso, se siete alle prime armi consiglio il classico, una base trasparente perfetta come tela vuota per ogni look.

Alcuni di voi mi hanno chiesto cosa ne pensassi del primer occhi Essence, sinceramente non lo trovo molto valido, generalmente Essence produce dei buoni prodotti ma il primer proprio non va; dura pochissimo.




giovedì 15 maggio 2014

TRAVEL WITH ELLY DAY 2: Notthing Hill bound

Notthing Hill has always been one of my favorite places in London, it's calm and quiet yet stylish and full of life; also given the fact that is one of the best locations for flea markets, i couldn't help but fall in love with it. We got lucky enough to have a sunny day and after an healthy breakfast at Apostrophe  we went for a lazy walk around.
Notthing Hill is also one of my favorite places to do vintage shopping, the prices are so low and the selection is to die for. One of the best deals are purses and dresses; i would recommend checking out some of the more unpopular ones, if you dig well you can really find some treasures. 
The outfit i went for it's a little funky but definitely cozy and comfortable. The Ferrè coat has been one of my staple pieces this past winter, the Japanese vibe to it makes it extremely attractive to me. 

Notthing Hill è sempre stato uno dei quartieri di Londra che preferisco, è calmo ma allo stesso tempo pieno di vita; è anche la patria dei negozi vintage e dei mercatini delle pulci, non potevo non amarlo.
Siamo state fortunate abbastanza da avere una bella giornata di sole, di quelle che non si vedono molto spesso nella capitale britannica, a questo punto non potevamo sottrarci da una colazione salutare da Apostrophe prima di trotterellare pigramente per il quartiere.
Se come me siete degli appassionati di vintage, vi consiglio di dare un'occhiata ai negozietti più infrattati e meno frequentati perché cercando tra i vari stend potrete trovare veri e propri cimeli di alta moda ad un prezzo esageratamente basso.
L'outfit che ho scelto per la giornata ha un che di funky non è certo dei meglio riusciti ma si prestava bene per il clima della giornata. Il cappotto di Ferrè mio fedele compagno di avventure questo inverno è sicuramente la parte che preferisco, il motivo di ispirazione nipponica è stato ciò che mi ha colpito subito del capo.









sabato 3 maggio 2014

TRAVEL WITH ELLY: London day 1

- Why have you been gone so long?- - Where have you been?- Why is earth round?-
Those are all good question but i don't have and answer for all of them; or better i do but it's not going to change the fact that i have been absent from the blog for over a month now.
That is mostly because i had finals and right after it i have been traveling. I went to London with a friend of mine just to experience and unusual easter, the weather was surprisingly keen and i had lots of fun but don't worry you'll get to see a post dedicated to each day.
In fact, welcome to DAY 1!
The first day i actually got to wonder a little bit on my own; i have to say it was nice, London is one of those cities where it's very hard to feel lonely. Everyone is so chatty and friendly.
The first stop was Regent's Park, one of the most majestic greens in the city, i stopped for a coffee and a quick snack sitting on a bench and looking around. When you spend some time by yourself you often get to look at thing in a very different way, you are not distracted therefore you really get to observe what surrounds you. Every flower, every tree was absolutely beautiful.
Next i couldn't resist just trying to get myself lost somewhere in Mayfair, i turned when i felt like it and i stopped every time a saw a fascinating building of some sort. That particular area of London together with Nothing Hills is one of my personal favorites, everything is so clean and posh.
After a quite morning, it's was definitely time for some excitement therefore Oxford Street sounded like a good idea. I don't particularly love the street due the very touristy nature of the place but sometimes a crowded place is just what you need.
Someone told me that Hummingbird cupcakes is one of the best bakeries in London so of course i had  stop and try it;  i treated myself to a mint tea and a slice of red velvet cake, so so good.
I don't know what it is but tea just tastes better in England.
Eventually my friend Elena joined me, therefore we hit what is my all time favorite pub in London, it's quite far from downtown, it is in Muswell Hill but it's definitely worth the trouble.
It used to be a church, there is something about sipping a Guinnes extra cold in a former nave.
Little tip, if you plan to eat in a pub in London make sure you sit before 10 otherwise you might find the kitchen closed and if you are from 19 to 25 i would suggest carrying and ID with you, they are going to ask for it.

- Perché non hai aggiornato il blog da così tanto tempo?- Dove sei stata?- Perché la terra è sferica?-
Sono tutte ottime domande ma non ho una risposta per ognuna di esse e anche se l'avessi non cambierebbe il fatto che non scrivo sul blog da oltre un mese. 
Ho deciso di andare in quello che i produttori di serie tv chiamerebbero hiatus; avevo bisogno di riflettere per decidere in che direzione far andare questo blog e soprattutto per ricaricare le forze.
A questo proposito, subito dopo gli esami sono partita alla volta di Londra e come probabilmente avrete intuito dal titolo del post i prossimi giorni saranno dedicati al racconto del viaggio.
Il tempo è stato sorprendentemente mite e poco piovoso, al contrario dell'Italia, ironia della sorte.
Ultimata la small talk sul meteo, partiamo con il racconto dei giorni 1.
La prima giornata nella capitale britannica l'ho spesa prevalentemente girovagando in solitaria, la mia amica Elena sarebbe atterrata da lì a qualche ora così ho deciso di dedicarmi all'esplorazione.
La mia prima tappa è stata Regent Park, una delle zone verdi che più amo di Londra, è incredibilmente regale e poco caotica, perfetta per un caffè ed uno snack in totale solitudine. Questo perché è un luogo dove guardare le cose da una diversa prospettiva è molto semplice, sarei stata seduta per ore su quella panchina a bordo prato ad osservare i locali. Ogni composizione floreale, ogni albero e cespuglio è incredibilmente affascinate lì. 
Finita la mia passeggiata introspettiva al parco stile poeta maledetto ho deciso di perdermi per le strade di Mayfair e perdermi non è una licenza poetica, ho seriamente camminato per ore senza meta, girando quando l'istinto me lo suggeriva e fermandomi ad osservare l'architettura elegante di questo quartiere molto posh di Londra che assieme a Nothing Hill conserva un posto speciale nel mio cuore.
E' estremamente difficile smarrirsi in questa capitale, è così ordinata e garbata.
Dopo una mattina decisamente tranquilla avevo bisogno di una buona dose di caos e folla così mi sono spostata su Oxford Street, non una delle strade di shopping che preferisco, se non fosse per Primark, poiché troppo turistica per i miei gusti ma in quel momento era esattamente ciò che cercavo.
Avevo sentito dire che Hummingbird Cupcakes fosse una delle migliori bakeries di Londra e ovviamente non potevo esentarmi dal testarla.  La loro red velvet cake accompagnata da uno straordinario thè alla menta era sinceramente degna di menzione.
In serata la mia amica Elena è finalmente riuscita a raggiungermi e nonostante la stanchezza del viaggio abbiamo deciso di andare in uno dei miei pub preferiti di sempre; è una chiesa sconsacrata situata in un sobborgo a nord chiamato Muswell Hill, fidatevi vale il tempo trascorso sui mezzi per raggiungerlo. Bere una Guiness extra cold in una navata ha un che di speciale.
Consiglio a chi volesse mangiare in uno dei tanti pub di Londra di sedersi a tavola prima delle 22, oltre chiudono le cucine e vi assicuro che non è un'esperienza gradevole. 
Oltretutto se avete tra i 19 e i 25 anni consiglio di avere un documento di identità a portata di mano perché vi chiederanno di mostrarlo alla sicurezza all'entrata senza dubbio.


 Regent's Park beauty 
Hummingbird bakery 




O'Nells pub in Muswell Hill

giovedì 3 aprile 2014

ROMAN HOLIDAY

Every time i visit Roma, i feel like i have never been before, the beauty of the city overwhelms me, i can't help but be amazed every single time.  This particular weekend was one of the best Roma weekend gateway i have ever done.
I believe there is no better way to fully appreciate a city than to wander alone for a few hours. I was waiting for my friends to meet me so i decided to leave my cousin's apartment earlier to go for a walk downtown.
I love having some time to myself, unlike many other people i am not afraid of solitude at all,  it gives me the opportunity to think and observe the world with a different prospective.
Enough with the hipster talk, it's time share with you my favorite places to visit in the eternal city.
Since Roma definitely doesn't lack of places to visit and they can be easily found on a travel guide, i decided to share with you some of the more unusual places i like to go to while I'm there.
First of all you CAN NOT leave the city before you had a gelato in Fata Morgana or Frigidarium. Fata morgana it's a gelateria perfect for those of you who like to experience new things, their unusual flavors will blow your mind, seriously. They even have a gelato made with basils leaves and one made with flowers petals, amazing. If you aren't that brave and you want a classic gelato only better than Frigidarium is what you are looking for, their gelato is so decadent and creamy you will probably cry and since that is not good enough for them they dip it in chocolate so that your entire cone has a crunchy chocolate shell.
If you are artistic and crafty like me than you need to visit Cartoleria Vertecchi, it's pretty much heaven made with pencils and cool art supplies. When my friends took me there for the first time they had to literally drag me out of there.
At night one of the coolest places the city has to offer is Monti, it's a part of the city very bohemian and a little hipster i would say. I spent there one of my evenings enjoying a bottle of chianti and some great food.  I really love the vibes there.
Also keep an eye for the many vintage boutiques hidden here and there downtown they are literally  treasure chests that carry a cash register.





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venerdì 28 marzo 2014

MINU, TORNA A CASA

Sono ventiquattro ore che non riusciamo più a trovare la nostra gattina Minu. L'ultima volta è stata vista a Bari Poggiofranco alle ore 12.00. Ha sette anni quindi è impossibile che abbia smarrito la strada di casa, era solita uscire e non le era mai accaduto niente di male. Sicuramente qualcuno l'avrà presa, probabilmente in buona fede, probabilmente credendo che fosse randagia e  abbandonata. L'ho scritto ovunque, su tutti i social, abbiamo tappezzato il quartiere e lo scrivo anche qui, tanto non può far male.
Se abitate a Bari per favore provate a pensare, potete aver visto questa gattina?
Mi...ci sarebbe di grandissimo aiuto. Per una volta usiamo i social a fin di bene.
GRAZIE.


domenica 23 marzo 2014

Birthday girl

Yesterday  i turned 21, kind of a scary number to say out loud, not that i have ever had issues with my age, when i was little i wanted to be little and now that i am growing up i am kind of ok with it.
Some people don't really like birthdays and i don't really understand why, i have aways loved celebrating them and i think i will until i can still breathe and think; not only because i get you have a day dedicated to my egocentric self but because i usually get to spend it with the people i love.
The funny part about birthdays today, i think it's the birthday wishes on Facebook, the feeling i get from that is similar to the one i would get if, for example, i walked down the street and everyone, strangers included wished me a happy birthday. I find a lot of amusement in browsing through the messages wandering if i've actually ever met those folks.
Yesterday since i am now a boring grownup, i decided to have the cutest and most childish birthday party ever as you might be able to tell by the pictures, and yes, we wore cupcakes party hats.
I hope you will enjoy the pictures, let me know if you guys would like post dedicated to how to plan and decor a birthday party.
Have a nice day :)

Ieri ho compiuto 21 anni, una cifra alquanto inquietante da dire ad alta voce, non che abbia particolari fisime con l'eta; da piccola volevo essere piccola e adesso mi sta più o meno bene l'età che ho.
Alcune persone non amano festeggiare i compleanni e sinceramente proprio non riesco ad immaginare il perché, non solo è un giorno per celebrare il mio egocentrismo ma generalmente è una buona occasione per passare del tempo con le persone che amo.
La cosa che trovo divertente dei compleanni al giorno d'oggi è il lasciare gli auguri su Facebook. La sensazione che provo è simile a quella che proverei se camminando per la strada la gente mi fermasse dicendo " Hey! Buon compleanno!"; della serie, ci conosciamo?
Ieri poiché ormai sono vecchia e barbosa, ho deciso di organizzare la festa di compleanno più infantile possibile, come probabilmente potrete vedere dalle foto; si, abbiamo indossato cappellini con i cupcakes.
Spero le foto vi piacciano.
Passate una buona giornata. 













domenica 2 marzo 2014

WHAT TO PACK FOR A WEEKEND AWAY #TrekAmerica



For someone, packing for a weekend away is a science, for some others is just trowing stuff in a relatively large container; to me it's a little bit of both. I have to confess i used to be a hopeless overpacker, i took the saying "be prepared" way too far but there is something magical about the moment of packing, everything that usually looks useless and boring becomes suddenly incredibly interesting and necessary. Packing is one of those things in life that looks easy but it's actually a lot harder than we thought, like flipping a pancake.
With the years, i like to think i became a wiser packer, not a great one but at least not hopeless. 
When i need to go away for the weekend the fist thing i do is try on a couple of outfits so that i force myself to pack just those and i avoid trowing in the suitcase just a bunch of random clothes. Planning the outfits will also prevent you from packing that sequined dress you recently purchased that would look so good with those vintage stilettos, except for the fact that you are going camping.
Once the clothes are sorted out, it's time for the cameras and yes unfortunately i used the plural. Life was so much easier before i became a blogger, my compact camera was more than enough, now if i don't have my Canon and my Nikon D3100 i don't even feel like i went on vacation and that also means packing the chargers, very important, you really don't want to find yourself in the situation where both your camera and your phone have the utility of a rock, trust me, i have been there. Next is time for the medicines, i have the most ridiculous and shameful immune system, deciding to do without would be like deciding not to carry an umbrella in London; optimistic but very stupid. 
Even if i am mainly a beauty blogger, contrary to beliefs, i don't need to carry a lot of makeup with me, a few top quality products will do the trick, on the market there are so many that are so versatile you won't feel like you need much more.
 No matter where i go i always have to take a book with me but you might see how unpractical it would be if i wanted to read Game of Thrones or The Lord of the rings during the trip, luckily someone really smart invented the tablet, this little technologic miracle helps me avoid carrying an unpleasantly heavy bag, so thank you whoever you are. 
 Last thing i need to pack is a good mood and spirit of adventure, i know, it's cheesy but i had to say it!